La classe III è stata protagonista
del progetto SCISSIONE – La soglia come metodo

Tra gennaio e febbraio, la classe III di Scuola delle Idee Marino Golinelli ha preso parte al progetto “SCISSIONE – La soglia come metodo”, mostra realizzata a Palazzo Pezzoli (Bologna), nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night, in occasione di Arte Fiera.

Il percorso è iniziato martedì 13 gennaio con due workshop a scuola che hanno coinvolto le studentesse e gli studenti in un’esperienza di ricerca e sperimentazione.

Durante il primo laboratorio con l’artista Andrea Poggipollini, la classe ha esplorato la genesi dell’idea artistica, dal concept iniziale alla sua traduzione materiale, approfondendo il processo creativo, la riflessione sui linguaggi dell’arte contemporanea e la produzione di opere attraverso la tecnica dell’acquerello contemporaneo, dando forma a visioni personali che sono diventate tappeti stampati in banner, elementi installativi attraversabili dal pubblico e pensati come soglie simboliche tra pensiero e spazio.

Nel secondo workshop, guidato dal fotografo Gianluca Perrone, alunne e alunni hanno lavorato sulla fotografia analogica e sulla costruzione consapevole dell’immagine, sperimentando set fotografici progettati nei dettagli, dalle luci-ombre fino alla composizione e alla posizione dei soggetti, e realizzando scatti legati ai grandi temi del presente come pace e conflitti, identità, crisi ambientale e intelligenza artificiale. Le immagini sono poi state integrate nell’installazione come tracce visive capaci di mettere in dialogo gesto, tecnica e visione.

Foto di Francesco Burlando

Dal 6 all’8 febbraio 2026, a Palazzo Pezzoli, il percorso espositivo ha proposto un’esperienza sensoriale e rituale, trasformando la visita in un esercizio di consapevolezza.

Fin dall’ingresso la scrittura bustrofedica, antica tecnica a righe alternate che imita il movimento dell’aratro, invita a voltare lo sguardo e a comprendere con il corpo, il corridoio termico rivestito di coperte dorate e argentate rallenta il passo e introduce a uno spazio fragile e curativo.

A seguire, la stanza del deposito permette a visitatori e visitatrici di lasciare segni e parole componendo un archivio vivo di presenze e pensieri, per poi entrare nella sezione “Infanzia e tempo continuo”, che mette in dialogo i disegni realizzati da alunne e alunni con la scultura del Batman bambino inginocchiato di Andrea Poggipollini, sospesa tra mito e vulnerabilità, mentre la maschera diventa soglia tra volto e mondo e la nube di legno che lo sovrasta crea equilibrio tra peso e slancio.

Nella Sala delle icone, sette colonne retroilluminate compongono un settenario visivo ispirato all’intelligenza artificiale. Giocattoli e oggetti diventano invece mappe affettive del rapporto con la tecnica e le fotografie delle studentesse e degli studenti, realizzate con il fotografo Gianluca Perrone, fissano tracce di luce, frammenti tra gesto e visione. Le musiche originali di Roberta Giallo e Federico Poggipollini, profumi, suoni e luci costruiscono una vera sinestesia del pensiero, dove la frattura diventa costellazione e la scissione una forma di conoscenza.

In quest’occasione, le nostre studentesse e i nostri studenti hanno portato dentro lo spazio espositivo le proprie domande, intuizioni e sguardi, confermando l’identità STEAM della scuola come luogo in cui arte, pensiero critico e sperimentazione si intrecciano in esperienze autentiche di apprendimento e di relazione.

“SCISSIONE – La soglia come metodo”

Concept: Andrea Poggipollini APP

A cura di Sascia Deleo

Sculture e installazione Andrea Poggipollini APP

Fotografie: Gianluca Perrone

Musiche Originali: Roberta Giallo ft. Federico Poggipollini